Guida ai cornetti sfogliati    

Il goloso mondo dei cornetti sfogliati

cornetti sfogliati come al bar - My Italian Recipes

Il gradevole profumo dei cornetti appena sfornati, al mattino presto, è sicuramente una di quelle cose a cui non si può proprio rinunciare!

I cornetti come quelli del bar, ma fatti in casa

Scegliendo per colazione una buona brioche, affiancandola ad un buon caffé, saremo certi di essere immediatamente di buon umore, iniziando la giornata con un sorriso. Purtroppo, però, non sempre si ha a disposizione un’ottima pasticceria in cui rifornirsi per acquistare pasticcini e cornetti, così l’unico modo per ottenere un prodotto di qualità é prepararselo da soli in casa, seguendo alla lettera la ricetta dei cornetti del bar. Questo prodotto da pasticceria è sicuramente uno dei più apprezzati per la colazione all’italiana e tante persone sono solite consumare questo prodotto da forno accompagnandolo per l’appunto ad un caffé, un cappuccino, una tazza di latte o, perché no, anche ad uno yogurt bianco. In commercio, oggigiorno, è possibile trovare veramente tantissime varianti della ricetta dei cornetti sfogliati: basta pensare alle versione dei cornetti integrali sfogliati che è arricchita da un quantitativo maggiore di fibre o addirittura quelli adatti per l’alimentazione vegana.

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Anche per quanto concerne le farciture, il cornetto si può presentare vuoto o, in alternativa, ripieno con marmellata o creme (pasticcera, al pistacchio, alle nocciole, alla mandorla…), in base al gusto di chi lo consuma. Inoltre, sulla superficie di quest’ultimo vi è quasi sempre una spolverata di zucchero a velo che gli conferisce quel tocco finale per un morso gustoso e avvolgente al palato! Come potrete ben intuire, la ricetta dei cornetti veloci non garantisce lo stesso risultato della classica ricetta dei cornetti sfogliati del bar, ma permette comunque di ottenere un prodotto fatto in casa da consumare a colazione o, perché no, per una merenda golosa!

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Perchè i cornetti si chiamano così?

Facciamo un salto in Francia..

Il cornetto deve il suo nome alla forma che, per l’appunto, ricorda due cornetti; in tedesco così come in francese, il termine si ricollega alla forma della mezzaluna. Il termine francese “croissant”, difatti, significa per l’appunto “crescente”, proprio com’è la luna! Ad ogni modo, il primo cornetto comparse in Veneto nel lontano 1683: grazie ai rapporti tra la Repubblica di Venezia e la città di Vienna, arrivò nel nostro paese questo prodotto da forno. Nel 1770, invece, il cornetto giunse in Francia, grazie al matrimonio tra Maria Antonietta e Luigi XVI: qui i pasticceri decisero di arricchire la ricetta dei cornetti dolci con il burro, chiamandolo – come abbiamo detto prima – croissant. Il cornetto, però, ottenne nuovamente maggiore popolarità nel 1797, quando l’arte della pasticceria si espanse anche grazie all’istituzione del regno Lombardo Veneto con il kipferl, insieme ai krapfen.

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Origine dei cornetti italiani

Qualche “aneddoto viennese” per capire da dove veniamo

I cornetti italiani sono figli dei Kipferl viennesi. I kipferl sono dolci tipici austriaci nati, stando a quanto dice la leggenda, nel 1683 a Vienna. Era l’anno dell’assedio turco, tentato e mancato proprio grazie ad un pasticcere che, resosi conto di quanto stava accadendo, decise di dare tempestivamente l’allarme. L’assedio fu sventato e il pasticcere ebbe come ricompensa la possibilità di produrre in esclusiva questi deliziosi dolcetti chiamati Kipferl. Anche l’arrivo del caffè in Europa è legato a questo singolare aneddoto. Sembra che i Turchi, dandosi alla fuga, avessero lasciato presso il loro accampamento dei sacchi di caffè non tostato. Quando l’accampamento prese fuoco, i sacchi sprigionarono un profumo delizioso ed invitante, che incuriosì i viennesi. Di lì a poco grazie a questa scoperta nacque la prima caffetteria viennese. Insomma, l’abitudine italica di gustare caffè e cornetto affonderebbe le sue origini nella Vienna del Seicento. 

Storia ed origini della brioche

La brioche ha origini medioevali. Sembra che essa sia frutto di una rielaborazione di un impasto medievale chiamato pâte à brioche. Siamo in Normandia, nel XVI secolo. O forse in Bretagna, visto che alcuni studiosi ritengono che la parola brioche possa affondare le sue origini etimologiche nel paese di Saint Brieuc, da cui appunto brioche. O ancora, sempre sul profilo etimologico, sembra che il nome possa derivare da broyer, mescolare in normanno antico (oggi brier).

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Conosciamo la differenza tra croissant, cornetto e brioche

La differenza tra croissant e cornetto sta nel tipo di impasto. La ricetta del croissant alla francese non prevede l’uso di uova nell’impasto, mentre la ricetta dei cornetti all’italiana prevede che si aggiungano anche le uova. Sia cornetto che croissant richiedono lavorazioni lunghe e tempi di attesa ben definiti. Alla fine, entrambi sono leggeri e sfogliati, ma nel il retrogusto del burro è molto più presente. La brioche invece prevede che si aggiunga all’impasto lo strutto di origine animale.

Nelle pagine a seguire, scoprirai un pò tutto ciò che riguarda la ricetta dei cornetti sfogliati a mano, e le varie tecniche che puoi utilizzare per prepararli:

 

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