secondi a base di carne

Coda alla Vaccinara

⏱ 20 min🍳 150 min👤 2 pers.★★★☆☆

Il piatto che oggi vi presentiamo è la coda alla vaccinara.
La coda alla vaccinara è un classico della cucina romana e laziale più in generale, un piatto verace e molto saporito che vale la pena di assaggiare almeno una volta nella vita. Se non l'avete mai provata, acquistate subito gli ingredienti necessari, e mettetevi al lavoro. La sua preparazione è un po’ complessa soprattutto per la sua cottura che è un po’ lunga ma il piacere che questo piatto dà al palato ripagherà ampiamente l'attesa.
E’ sostanzialmente un piatto fatto con la coda del bovino e stufato, si serve condito con della verdura cotta.
Seguite la nostra ricetta passo per passo e vi assicuriamo il risultato desiderato per fare una bella figura durante un pranzo o una cena con amici e parenti.
Il piatto si conserva in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per almeno due o tre giorni.

Ingredienti

Valori nutrizionali 280 kcal / porzione

Proteine
15g
Carboidrati
12g
Grassi
18g
Fibre
2g

* valori approssimati per porzione

Informazioni
20 min Tempo di preparazione
150 min Tempo di cottura
Per 2 persone
★★★☆☆ Difficoltà impegnativa

Preparazione

Tritate aglio, prezzemolo, sedano e cipolla e tagliate la carota a fette.
Fate soffriggere per qualche minuto in una pentola con lo strutto e il burro, poi aggiungete la coda a pezzi e fate rosolare per qualche minuto.
Aggiungete quindi il vino e fate evaporare del tutto, poi salate, pepate e zuccherate e infine aggiungete acqua fino a coprire.
Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma bassa per 2 ore e mezza.

Consigli
La ricetta della tradizione vuole che, prima di aggiungere i pinoli, il sedano e l'uvetta, si prelevi il sugo e lo si usi poi per condire degli ottimi rigatoni.
Curiosità
Nata nel cuore di Roma, nel rione dei vaccinari, la coda alla vaccinara è considerata la regina del quinto quarto, ovvero quel che rimane della bestia vaccina dopo che sono state vendute ai ricchi le parti pregiate. Stiamo dunque parlando del cuore, della milza, della coda, della trippa e delle frattaglie.

Passo per passo

Coda alla Vaccinara
Coda alla Vaccinara
**Foto passo-passo della ricetta.

Informazioni aggiuntive

Coda alla Vaccinara con carote e pomodoro

Una delle varianti più apprezzate della Coda alla Vaccinara è quella che include carote e passata di pomodoro, che donano al piatto una dolcezza e una cremosità uniche. La preparazione inizia con un soffritto di aglio, prezzemolo, cipolla, sedano e carote, che vengono rosolati nello strutto e burro, creando un fondo aromatico perfetto per la coda. Dopo aver rosolato la carne, si aggiunge la passata di pomodoro, che si amalgama splendidamente con il vino rosso, conferendo al piatto una consistenza ricca e un sapore avvolgente. Questo piatto si presta bene a essere servito con un contorno di purè di patate o polenta, che bilanciano i sapori intensi della carne e della salsa. La Coda alla Vaccinara con carote e pomodoro è un'ottima scelta per un pranzo in famiglia, ricca di sapore e tradizione.

Coda alla Vaccinara alla romana

La Coda alla Vaccinara è un piatto tipico della tradizione romana, ma la sua preparazione può variare a seconda delle usanze locali. Nella versione romana, la carne di coda viene cotta lentamente con ingredienti freschi e saporiti, che includono sedano, cipolla e pomodoro. La cottura prolungata permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente, creando un sugo denso e ricco. A Roma, è comune anche aggiungere delle olive nere per un tocco in più di sapore. Questo piatto è spesso servito con una spolverata di prezzemolo fresco, che ne esalta ulteriormente i profumi. La Coda alla Vaccinara alla romana rappresenta un legame profondo con la cultura gastronomica laziale, un piatto che racconta la storia e le tradizioni di una città ricca di storia e passione per la cucina.

Coda alla Vaccinara light senza strutto

Per chi desidera gustare la Coda alla Vaccinara in una versione più leggera, è possibile prepararla senza strutto, sostituendolo con un filo d'olio extravergine d'oliva. Questa variante light mantiene intatti i sapori del piatto originale, riducendo però il contenuto di grassi. Si inizia sempre con il soffritto di cipolla, aglio e sedano, ma si utilizza l'olio per rosolare, evitando così l'uso di burro e strutto. La cottura lenta della carne e l'aggiunta di passata di pomodoro continueranno ad offrire un risultato gustoso e soddisfacente. Questa versione è perfetta per chi desidera mantenere un'alimentazione equilibrata senza rinunciare ai sapori della tradizione. La Coda alla Vaccinara light è un'ottima scelta per chi cerca di mangiare in modo più sano, senza compromettere il gusto.

Benefici della Coda alla Vaccinara e valori nutrizionali

La Coda alla Vaccinara, grazie alla presenza della carne di coda, è un piatto ricco di proteine e nutrienti essenziali, come ferro e vitamine del gruppo B. La carne di manzo è nota per il suo alto contenuto di ferro, importante per la salute del sangue e per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Inoltre, la cottura lenta permette di mantenere intatti i nutrienti, rendendo questo piatto non solo saporito, ma anche nutriente. In media, una porzione di Coda alla Vaccinara apporta circa 350-400 calorie, a seconda della quantità di condimenti utilizzati. È una preparazione che, se consumata con moderazione e bilanciata con contorni di verdure, può rientrare in una dieta sana e variegata, offrendo un buon apporto energetico per le attività quotidiane.

Come si conserva la Coda alla Vaccinara?

Una delle domande più frequenti riguarda la conservazione della Coda alla Vaccinara. Dopo averla preparata, è possibile conservarla in frigorifero per un massimo di 3-4 giorni, assicurandosi di riporla in un contenitore ermetico. Se si desidera conservarla per un periodo più lungo, la Coda alla Vaccinara può essere congelata. È consigliabile porzionarla in contenitori adatti al congelamento, per facilitare la scongelazione e il riutilizzo. Prima di servirla nuovamente, è importante riscaldarla lentamente, magari in una pentola a fuoco basso, per preservare la consistenza della carne e il sapore del sugo. In questo modo, si potrà gustare un piatto ricco di tradizione anche nei giorni successivi alla preparazione.