La tiella (detta anche Riso, patate e cozze) è un piatto unico tipico della tradizione pugliese: lo troviamo nella zona di Bari così come nella provincia di Taranto; le due versioni maggiormente note sono proprio la tiella barese e quela tarantina. Il nome tiella deriva dalla pentola in cui tradizionalmente si usava preparare questo piatto: la tiella era un recipiente largo e basso di creta nel quale le mamme usavano preparare cene ricche e succulente al termine di una lunga e faticosa giornata nei campi. Ed ecco quindi che, poichè la fame era tanta, gli ingredienti erano poveri e il tempo a disposizione era poco, si usava mettere nella tiella tutto ciò che si aveva sottomano: verdure, riso, patate e cozze (il pesce più povero ed economico del quale si disponeva). La cottura avveniva sulle braci: la tiella veniva chiusa con un coperchio di metallo, posata sulle braci e coperta con altre braci, simulando in tal modo la cottura in forno. Il risultato era eccellente e succulento, proprio come quello che otterrete provando voi stessi a realizzare questo piatto.
* valori approssimati per porzione
Private le cozze della barba e spazzolate bene i gusci, quindi lasciatele in acqua fresca mezz'oretta sciacquandole un paio di volte. Nel frattempo mettete a bagno il riso in acqua fresca: questa operazione lo priverà dell'eccesso di amido. Stesso discorso anche per le patate, opportunamente pelate e tagliate a fette non troppo sottili. Sbucciate e tagliate a fette anche le cipolle e i pomodori. Preparate quindi un trito a base di aglio e prezzemolo. Scolate le cozze e mettetele sul fuoco in una casseruola con coperchio, senza bisogno di aggiungere altro: dopo 5 minuti esse si saranno aperte. Private le cozze della metà del guscio dove non c'è il mollusco. Ungete leggermente una pirofila. Fate uno strato di patate, uno di cipolla, uno di pomodori, quindi spolverizzate con il trito di aglio e prezzemolo, salate, pepate e date un giro di olio extravergine di oliva. Disponete tutte le cozze con il mollusco rivolto verso l'alto. Se dovessero avanzarvi delle cozze, privatele del guscio ed aggiungetele ugualmente. Coprite con il riso andando a colmare tutti gli spazi e riempiendo i gusci. Salate ancora un pò, ma senza esagerare: tra poco aggiungerete il liquido delle cozze, che è già abbastanza salato naturalmente. Terminate quindi con i restanti ingredienti, mettendo cipolla, pomodori e patate. Terminate con una generosa spolverizzata di pecorino, che se gradite potete anche aggiungere all'interno della vostra tiella mentre la componete. Ora filtrate il liquido di cottura delle cozze ed aggiungete acqua o brodo vegetale sino ad arrivare a 500 ml. Versate il tutto nella vostra pirofila, ed infornate a 200 gradi per 40 minuti + 15 minuti di riposo. Servite.
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step by step
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Mettete il riso in acqua fresca, così che perda l'amido in eccesso.
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Pulite le cozze e fatele aprire in una casseruola.
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Affettate le patate: mettetele a bagno così che perdano l'amido in eccesso.
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Affettate la cipolla.
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Preparate un trito di aglio e prezzemolo.
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Tagliate a fette i pomodori.
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Preparatevi una pirofila da forno a bordi alti.
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Preparatevi le cozze gettando il guscio privo di mollusco.
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Ungete la pirofila, quindi fate uno strato di patate.
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Fate uno strato di pomodori.
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E' la volta della cipolla, del trito di aglio e prezzemolo, poi un giro d'olio, sale e pepe.
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Disponete tutte le cozze, se ve ne avanzano aggiungete anche i molluschi privi di guscio.
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Coprite con il riso.
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Date un altro giro di olio, salate e pepate.
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Terminate con tutti gli ingredienti restanti e con una bella spolverizzata di pecorino.
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Infornare a 200 gradi per 45 minuti + 15 minuti di riposo. Servire tiepida.
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Si preferisce un riso a chicco corto o medio, come Arborio o Roma. Questi tipi di riso rilasciano amido durante la cottura e riescono ad assorbire bene i liquidi rilasciati dalle cozze e dalle verdure. Così il riso cuoce direttamente in forno, insaporendosi con gli altri ingredienti, senza bisogno di essere lessato prima.
La tiella barese è sia il recipiente utilizzato (tradizionalmente in terracotta, oggi anche in metallo) sia il nome della preparazione. Si compone di strati di patate, cozze, riso, pomodoro e cipolla. Con la cottura lenta in forno, i sapori si fondono dando vita a un piatto unico che esprime al meglio la tradizione culinaria barese.
Il piatto si abbina bene a vini bianchi freschi e minerali, come il Fiano di Puglia o la Verdeca, che rinfrescano il palato ed esaltano la sapidità delle cozze. In alternativa, una birra lager chiara, delicata e non troppo amara, è un’ottima scelta per chi ama la birra a tavola.
La combinazione di riso e patate fornisce carboidrati complessi e amidi, garantendo energia a lento rilascio. Entrambi gli ingredienti sono privi di glutine, facilmente digeribili e leggeri. Le patate apportano vitamine e minerali come il potassio, mentre il riso contribuisce a rendere il piatto nutriente e saziante senza appesantire.
In versione semplice, con riso bollito e patate lesse, può essere un pasto indicato in caso di disturbi gastrointestinali, perché leggero e delicato. La ricetta tradizionale con cozze, cipolla e condimenti ricchi, invece, non è adatta se si soffre di mal di pancia o di problemi digestivi.
Dipende dalle abitudini e dal tipo di dieta. Il riso, soprattutto se integrale, è più digeribile e può aiutare a sentirsi sazi con meno calorie. La pasta, invece, garantisce un senso di sazietà più duraturo. Entrambi possono essere inseriti in una dieta equilibrata: ciò che conta davvero sono le quantità e i condimenti utilizzati.
Una porzione di circa 300 grammi contiene in media tra le 400 e le 500 kcal. Il valore può variare in base al tipo di riso, alla quantità di olio e alla proporzione tra patate, cozze e altri ingredienti. È comunque considerato un piatto unico completo dal punto di vista nutrizionale.
Per ridurre le calorie si può diminuire la quantità di olio usata nella ricetta, preferendo condire con un filo a crudo dopo la cottura. L’utilizzo di riso integrale aumenta la sensazione di sazietà. Inoltre, arricchire la tiella con verdure come zucchine o pomodori consente di limitare la quantità di riso mantenendo il piatto gustoso e bilanciato.
Non esiste un inventore preciso. Il piatto è frutto della tradizione popolare barese, nato dall’incontro tra la cucina marinara e quella contadina. Ogni famiglia ha tramandato la propria versione, creando varianti che ancora oggi si preparano con orgoglio come simbolo dell’identità gastronomica pugliese.
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