Con l'arrivo dell'autunno, quando le amarene raggiungono il loro apice di dolcezza, preparare un litro di ratafià diventa un rito imperdibile per chi desidera portare in tavola un assaggio della tradizione laziale. Questo liquore, tipico delle feste e delle celebrazioni, si distingue per il suo profumo avvolgente, arricchito dalle note calde della cannella e dei chiodi di garofano. La tecnica di fermentazione in un boccione di vetro, esposto all'aria per quaranta giorni, permette agli ingredienti di amalgamarsi in modo unico, creando una bevanda dal carattere intenso e complesso. La dolcezza delle amarene si sposa perfettamente con il vino rosso, mentre le nocciole aggiungono una nota di croccantezza che rende ogni sorso un'esperienza unica. Ideale da servire durante un pranzo in famiglia o come digestivo dopo cena, la ratafià è un vero e proprio simbolo di convivialità, perfetta per accompagnare dolci tradizionali o formaggi stagionati.
* valori approssimati per porzione
Mettere il tutto a fermentare in un "boccione" o in una damigiana spagliata di vetro. Tappare bene con un turacciolo di "pezze" tenendolo ben fermato. Esporre il recipiente all'aria, giorno e notte, per 40 giorni, scuotendo di tanto in tanto il contenuto. Dopo questo periodo di fermentazione il liquido va filtrato più volte. Infine, per ogni litro di liquido, aggiungere un chilo di zucchero e 250 gr di alcool da liquore. Attendere ancora qualche giorno, avendo cura di scuotere il liquido ogni tanto, e quindi imbottigliare e lasciare riposare per altri 40 giorni in luogo buio, asciutto e fresco.